NEAR frena l’inflazione: la comunità approva una riduzione del 36% dell’emissione di token
Il protocollo NEAR intende rallentare in modo significativo il ritmo con cui i nuovi token entrano in circolazione. All’inizio di novembre, la comunità ha approvato una proposta che ridurrà il tasso massimo di emissione annuale dal 2,5% all’1,6% nell’arco di due anni. Mentre i possessori di token che non partecipano allo staking vedranno la propria quota dell’offerta totale di token diluirsi più lentamente, gli operatori di nodi e gli staker dovranno prepararsi a un calo sensibile dei premi.
Una riduzione graduale anziché uno shock immediato
La proposta HSP-029 ha ottenuto il sostegno del 99,96% dei diritti di voto che hanno partecipato alla votazione del 2 novembre 2026, pari a circa 3,29 milioni di token veNEAR. Tuttavia, il cambiamento di politica monetaria non entrerà in vigore dall’oggi al domani. Gli autori hanno optato per un modello graduale in cui il limite massimo di emissione annuale scenderà dall’attuale 2,5% nei prossimi 24 mesi fino a raggiungere il tasso obiettivo dell’1,6%.
Questa misura non comporterà il burn di alcuna risorsa esistente, ma limiterà semplicemente la creazione di nuove risorse. Secondo il modello matematico pubblicato dagli autori della proposta, la modifica comporterà la creazione di 66,1 milioni di token NEAR in meno nell’arco di sei anni. L’offerta totale dovrebbe quindi risultare inferiore di circa il 4,36% rispetto a uno scenario in cui la rete non apportasse alcuna modifica.
Effetti diversi su staker e detentori passivi
L’adeguamento del tasso di emissione avrà conseguenze economiche diverse per i vari gruppi di partecipanti. Circa il 57% dell’offerta totale di NEAR non era oggetto di staking al momento della presentazione della proposta. A seguito della riduzione dell’emissione, questi detentori passivi vedranno rallentare la diluizione della loro quota percentuale rispetto all’offerta totale di token.
Al contrario, i partecipanti che proteggono attivamente la rete tramite lo staking devono aspettarsi un graduale calo dei rendimenti. Le proiezioni contenute nella proposta indicano che il rendimento lordo stimato scenderà dall’attuale 5,268% al 3,372% dopo il periodo di transizione di due anni. Tenendo conto delle commissioni standard del 5% per i validatori, il rendimento netto potrebbe attestarsi a circa il 3,2%.
Pressione economica sugli operatori dei nodi
La riduzione dell’inflazione comporta logicamente anche una diminuzione del budget disponibile per finanziare la sicurezza della blockchain. I validatori mantengono attiva la rete e coprono i propri costi operativi principalmente grazie ai premi che il protocollo versa loro regolarmente.
Il modello contenuto nell’analisi allegata alla proposta mostra che, a un prezzo di riferimento di 4,30 USD per token NEAR, circa 24 dei 170 validatori più piccoli attualmente redditizi perderebbero l’autosufficienza economica una volta che il nuovo tasso fosse pienamente implementato. L’intero ecosistema si trova quindi di fronte a un chiaro compromesso tra il perseguimento di una politica monetaria più stabile e il mantenimento di un’infrastruttura decentralizzata sufficientemente ampia.
Tendenza a lungo termine e prossimi passi prima dell’attuazione
Questa non è la prima riduzione dell’emissione da parte del Protocollo NEAR. Nell’ottobre 2025, l’ecosistema aveva già dimezzato con successo il proprio limite di emissione, allora pari al 5%. Se la proposta attuale venisse pienamente implementata, il tasso di inflazione totale della rete sarebbe inferiore del 68% rispetto al livello precedente al 2025.
Il percorso verso l’effettiva implementazione, tuttavia, richiede ulteriori passaggi procedurali.
Il voto della comunità rappresenta solo la fase iniziale. La proposta è ora al vaglio del Consiglio di Sicurezza per un periodo di 14 giorni, a cui seguirà un periodo di preparazione di circa 90 giorni. Il tasso di emissione inizierà a diminuire solo dopo gli aggiornamenti tecnici necessari ai nodi stessi, il che probabilmente posticiperà l’inizio dell’intero processo al 2027.
Sintesi
La rete NEAR sta passando sistematicamente da un modello ad alta inflazione a una crescita più lenta dell’offerta di token, limitando così la diluizione della quota degli attuali possessori rispetto all’offerta totale di token. Tuttavia, l’approvazione di questa restrizione non ha innescato un immediato aumento del prezzo, a conferma del fatto che il mercato considera la politica di inflazione solo una componente della valutazione complessiva.
Sebbene un'offerta più stabile crei condizioni economiche più favorevoli per il token, il suo valore a lungo termine dovrà comunque dipendere principalmente dalla domanda reale, dal numero di utenti attivi e dall'utilizzo complessivo della tecnologia.
Avvertenza: Il contenuto del presente articolo è destinato esclusivamente a fini informativi e analitici e non costituisce una consulenza in materia di investimenti, una raccomandazione finanziaria né una proposta di acquisto o vendita di asset digitali o titoli.
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