Gli Stati Uniti colpiscono un nodo chiave dell'Iran: La più grande piattaforma di scambio di criptovalute affronta dure sanzioni
Gli Stati Uniti d'America hanno compiuto un passo decisivo nel campo della politica digitale e internazionale. Martedì 2 giugno, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato ufficialmente l'imposizione di severe sanzioni nei confronti di Nobitex, la più grande piattaforma di scambio di criptovalute in Iran. Secondo un rapporto pubblicato da Reuters, Washington accusa la piattaforma di aver operato come pilastro chiave di un sistema finanziario parallelo tenuto segreto.
Una scorciatoia finanziaria segreta per le élite del regime
Secondo una dichiarazione delle autorità statunitensi, la piattaforma Nobitex non era soltanto un luogo ordinario per l'acquisto e la vendita di valute digitali da parte del pubblico. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti l'avrebbe definita un partner strategico del governo iraniano. Secondo le affermazioni degli Stati Uniti, la piattaforma avrebbe intermediato un'enorme quantità di transazioni digitali per la banca centrale iraniana e il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC), un'istituzione militare statale attentamente monitorata e soggetta a sanzioni.
L'intera infrastruttura avrebbe inoltre servito a trasferire importanti attività e risorse finanziarie fuori dal territorio iraniano. Le autorità statunitensi hanno sottolineato che questa attività si è intensificata soprattutto dopo l'inizio delle operazioni militari statunitensi in Iran, quando il regime cercava di proteggere rapidamente la propria ricchezza e i propri beni. In questo contesto, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha osservato con fermezza che il regime iraniano abusa deliberatamente degli asset digitali per perseguire la propria agenda corrotta ed eludere le sanzioni, il tutto in un momento in cui l'economia interna iraniana si trova ad affrontare una profonda crisi e problemi enormi.
Attività investigativa
L'attuale decisione di Washington non è nata dall'oggi al domani. L'annuncio delle sanzioni è stato preceduto da un'ampia indagine investigativa di Reuters pubblicata già il 1° maggio. Furono proprio i giornalisti a descrivere allora per la prima volta in dettaglio come questa piattaforma fosse diventata un nodo centrale della finanza ombra collegato alle guardie rivoluzionarie e alla banca centrale.
L'indagine ha inoltre rivelato uno dei dettagli più interessanti dell'intero caso: Nobitex è riuscita a operare senza interruzioni anche durante i massicci blackout di internet imposti dal governo nel Paese. In un momento in cui i comuni cittadini erano completamente tagliati fuori dalla rete, questa piattaforma ha elaborato transazioni per milioni di USD, mantenendo così i flussi finanziari del regime al sicuro e in costante movimento.
Una dinastia influente e identità nascoste
Per il grande pubblico è particolarmente interessante anche il retroscena personale dell'intera vicenda, che ricorda un thriller politico. Secondo le scoperte di Reuters, infatti, la piattaforma è in realtà controllata da due fratelli appartenenti alla famiglia Kharrazi. Questa dinastia rientra tra le linee familiari più influenti della Repubblica islamica dell'Iran e i due fratelli avrebbero legami molto stretti con il nuovo leader supremo del Paese.
I registri ufficiali della società hanno inoltre rivelato che, al momento della fondazione della piattaforma, questi uomini erano registrati con un cognome utilizzato solo raramente dai membri della loro famiglia, suscitando sospetti di un occultamento intenzionale dell'identità. La risposta statunitense non ha quindi colpito soltanto la piattaforma nel suo complesso. Il Dipartimento del Tesoro ha imposto sanzioni personali a tre specifici esponenti della dirigenza, tra cui i due rappresentanti della famiglia già menzionati, Seyed Mohammad Ali Aghamir Mohammad Ali e Seyed Mohammad Aghamir Mohammad Ali, insieme all'amministratore delegato della piattaforma, Amir Hossein Rad.
Siamo pronti, ha comunicato la piattaforma tramite Telegram
Poiché l'annuncio ufficiale delle sanzioni a Washington è avvenuto solo dopo la fine del normale orario di lavoro in Iran, non è stato possibile contattare immediatamente la stessa Nobitex per una dichiarazione diretta. La dirigenza della piattaforma si è tuttavia rivolta poco dopo ai propri clienti attraverso il canale ufficiale sul social network Telegram. Nella dichiarazione, la piattaforma ha affermato di aver previsto da anni possibili complicazioni da parte degli Stati Uniti. Secondo quanto dichiarato, le misure tecniche e operative per gestire simili situazioni di crisi facevano da tempo parte della sua pianificazione strategica e la piattaforma continua a operare normalmente.
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