Educazione
giugno 28, 2026

Dove sono le mie criptovalute?

Quando una persona acquista criptovalute per la prima volta, di solito vede soltanto un numero in un'applicazione. A prima vista, sembra simile all'online banking. Si apre l'applicazione e si vede il valore del proprio portafoglio.


È proprio qui che nasce uno degli equivoci più comuni tra i principianti. Le criptovalute non sono conservate nel telefono, nel computer o direttamente nell'applicazione. Non sono un file memorizzato in una cartella. Esistono come registrazione sulla blockchain, mentre l'applicazione consente soltanto di visualizzare il saldo e interagire con esso.


La domanda fondamentale non è quindi soltanto: dove vedo le mie criptovalute? La domanda più corretta è: chi possiede le chiavi? È la risposta a questa domanda a determinare chi ha il reale controllo sulle criptovalute.


Le criptovalute non sono nell'applicazione


La blockchain può essere immaginata, in modo semplificato, come un registro contabile pubblico nel quale sono annotate le transazioni e i saldi dei singoli indirizzi. Se possedete Bitcoin, Ethereum o un'altra criptovaluta, nessuna moneta si trova all'interno del vostro telefono. Sulla blockchain esiste una registrazione che può essere gestita mediante la relativa chiave privata.


L'applicazione vi mostra un conto presso un fornitore che detiene le chiavi per vostro conto, oppure serve a gestire le vostre chiavi personali. A prima vista, le due opzioni possono sembrare simili, ma dal punto di vista tecnico rappresentano modalità diverse di detenere le criptovalute.


Lo stesso vale per un portafoglio hardware. Neppure al suo interno le criptovalute sono fisicamente conservate. Il dispositivo protegge soprattutto le chiavi private, che consentono di firmare le transazioni e trasferire le criptovalute.


Indirizzo pubblico e chiave privata


Un indirizzo pubblico può essere paragonato al numero di un conto bancario. Potete comunicarlo a qualcuno affinché vi invii una criptovaluta. Da solo, tuttavia, non permette di disporre del saldo.


La chiave privata, al contrario, è un dato sensibile che consente di firmare una transazione. Chi possiede la chiave privata può inviare le criptovalute da un determinato indirizzo. Per questo, nel mondo delle criptovalute si usa la frase «Not your keys, not your coins». Ciò non significa che detenere criptovalute presso un fornitore sia automaticamente sbagliato. Significa soltanto che occorre sapere chi controlla realmente le chiavi.


Exchange, servizio di cambio e conto presso un fornitore


Un exchange di criptovalute serve principalmente per il trading. Offre grafici, coppie di trading e diversi tipi di ordine. Un servizio di cambio è generalmente più semplice: l'utente inserisce l'importo, il servizio mostra il tasso di cambio ed esegue l'acquisto o la vendita.


In entrambi i casi, dopo l'acquisto le criptovalute possono rimanere presso il fornitore oppure essere inviate a un portafoglio personale. Non conta quindi soltanto se si acquista tramite un exchange o un servizio di cambio, ma soprattutto che cosa accade alle criptovalute dopo il completamento dell'acquisto.


Se rimangono nel conto dell'utente, il fornitore si occupa della loro custodia tecnica. Per un principiante è comodo: dispone dell'assistenza clienti e non deve occuparsi subito della frase seed o delle chiavi private. Allo stesso tempo, però, dipende dalla sicurezza, dalle regole e dalla disponibilità del servizio.


Portafoglio personale


In un portafoglio personale, è l'utente stesso a detenere le chiavi. Ottiene un maggiore controllo, non dipende da un unico conto e può inviare le criptovalute senza l'approvazione del fornitore.


Insieme al controllo arriva però anche la responsabilità. Se l'utente perde la frase seed, invia le criptovalute a un indirizzo errato o concede l'accesso a un truffatore, di solito non esiste un'assistenza clienti in grado di risolvere la situazione.


Portafoglio software e portafoglio hardware


Un portafoglio software è un'applicazione installata su un telefono, un computer o un browser. È pratico per l'uso quotidiano e per importi più contenuti. Tuttavia, funziona su un dispositivo che può essere compromesso da malware, applicazioni false o link fraudolenti.


Un portafoglio hardware è un dispositivo fisico che protegge le chiavi private al di fuori del normale ambiente online. La transazione viene preparata nell'applicazione, ma l'indirizzo e l'importo vengono confermati direttamente sul dispositivo. Può essere adatto alla detenzione a lungo termine di importi più elevati.


Neppure un portafoglio hardware elimina tutti i rischi. Se l'utente rivela la frase seed o la inserisce su un sito web falso, può perdere le criptovalute indipendentemente dalla qualità del dispositivo.


Che cos'è una frase seed?


Una frase seed è un insieme, generalmente composto da 12 o 24 parole, che funge da backup dell'intero portafoglio. Se il telefono o il portafoglio hardware si rompe o viene smarrito, la frase consente di ripristinare il portafoglio su un altro dispositivo. Se però la ottiene un'altra persona, anche questa può ripristinare il portafoglio.


La frase seed non deve quindi mai essere fotografata, inviata tramite e-mail, salvata nel cloud o comunicata a una presunta assistenza clienti. Deve essere conservata offline e in modo sicuro. In un portafoglio personale, di norma, non esiste un pulsante «password dimenticata» che permetta di recuperare l'accesso.


Comodità e responsabilità


Non esiste un'unica soluzione adatta a tutti. Un conto presso un fornitore offre maggiore comodità e può essere adatto a un principiante o a chi non vuole occuparsi subito degli aspetti tecnici. Un portafoglio personale offre maggiore controllo, ma richiede conoscenze, disciplina e prudenza.


Per l'uso quotidiano e importi più contenuti può avere senso un portafoglio software. Per la detenzione a lungo termine di importi più elevati può essere più adatto un portafoglio hardware. È importante sapere quale modello si utilizza e quali rischi comporta.


Conclusione


Le criptovalute non sono conservate nel telefono, nel computer o nel portafoglio hardware. Sono registrate sulla blockchain e la possibilità di disporne dipende dall'accesso alle chiavi crittografiche.


Se le chiavi sono detenute dal fornitore, si ottiene un servizio più comodo, ma si dipende da una terza parte. Se le chiavi sono detenute dall'utente, quest'ultimo dispone di un maggiore controllo, ma anche della piena responsabilità per la sicurezza.


La domanda più importante non è quindi: dove vedo le mie criptovalute? La domanda fondamentale è: chi possiede le chiavi? Comprendere questa differenza è alla base di un utilizzo sicuro e responsabile delle criptovalute.

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Tomáš Bára

Tomáš Bára
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