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giugno 11, 2026

Le criptovalute alle porte del Congresso: la riforma fiscale incontra resistenze politiche

La Commissione Finanze della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha recentemente discusso un pacchetto di sei disegni di legge che potrebbero cambiare radicalmente la tassazione delle risorse digitali. Sebbene il settore delle criptovalute chieda norme semplificate, le profonde divergenze tra repubblicani e democratici in vista delle imminenti elezioni stanno gettando un'ombra di incertezza sull'intera riforma. La domanda è se lo Stato possa creare regole eque senza penalizzare il sistema finanziario tradizionale.


Il tempo stringe: Il contesto elettorale e la corsa contro il tempo


La preparazione della nuova legislazione sta attualmente avvenendo sotto forte pressione temporale. I repubblicani stanno cercando di far approvare le norme sulle criptovalute prima delle elezioni congressuali di novembre, calcolando apertamente il rischio che i democratici possano prendere il controllo della Camera dei Rappresentanti in seguito. Sebbene l’altra parte dello spettro politico riconosca la necessità di regole più chiare, tra i suoi rappresentanti prevale una notevole cautela. Molti legislatori democratici mettono in guardia contro decisioni affrettate senza un esame approfondito degli impatti a lungo termine sul tesoro dello Stato e sulla stabilità del mercato.


Richard Neal, il democratico di più alto rango nella commissione, ha dichiarato di non aspettarsi un consenso tra i due partiti prima delle elezioni e di considerare un approccio congiunto piuttosto come un obiettivo a più lungo termine[1]. Il rappresentante John Larson ha espresso un parere altrettanto critico, affermando che attualmente in questo settore ci sono molte più questioni aperte che risposte chiare e soddisfacenti.


Quando dovrebbero essere tassati lo staking e il mining?


La più grande ondata di discussioni è stata innescata da una proposta di modifica della tassazione dei premi derivanti dal mining e dal cosiddetto staking, ovvero il blocco di criptovalute a sostegno di una rete. In base alle norme attualmente in vigore negli Stati Uniti, gli investitori devono tassare questi ricavi immediatamente nel momento in cui ne acquisiscono il controllo – indipendentemente dal fatto che li abbiano effettivamente venduti in cambio di dollari o che li detengano ancora nei loro portafogli virtuali. La nuova proposta sostiene di posticipare l’obbligo fiscale fino al momento in cui il proprietario vende effettivamente i token o inizia a disporne in altro modo. I sostenitori delle modifiche sostengono che il sistema attuale può portare a situazioni in cui sorge un obbligo fiscale prima che il rendimento economico sia realizzato.


D'altra parte, i Democratici avvertono che le parti potrebbero arrivare a un punto morto su questo punto. Temono che un tale rinvio favorirebbe ingiustamente le criptovalute rispetto agli investimenti tradizionali come azioni, obbligazioni o depositi bancari. Gli investitori potrebbero quindi spostare il capitale verso le attività digitali esclusivamente per motivi fiscali, il che comprometterebbe le condizioni di parità di mercato, complicherebbe l'amministrazione fiscale e potrebbe portare a un deflusso di depositi dalle banche verso prodotti di stablecoin che, a differenza dei conti ordinari, non sono protetti dal sistema statale di assicurazione dei depositi.


Acquisti quotidiani e microtransazioni


Un'altra parte importante del pacchetto riguarda la semplificazione dell'uso quotidiano delle attività digitali. La proposta introduce una cosiddetta esenzione de minimis fino a 10 USD, che si applicherebbe alle commissioni di transazione di rete. L'obiettivo è eliminare l'obbligo di calcolare in modo complicato le plusvalenze o le minusvalenze per ogni piccola commissione di elaborazione delle transazioni.


Di pari passo con ciò, si sta cercando di modificare le norme relative alle stablecoin ancorate al dollaro statunitense. In determinate situazioni, ai fini fiscali sarebbero trattate allo stesso modo del contante tradizionale in USD, il che eliminerebbe un enorme onere burocratico nei pagamenti ordinari. Tuttavia, le analisi ufficiali avvertono che questa esenzione deve rimanere strettamente mirata esclusivamente a quelle valute digitali che mantengono in modo dimostrabile e affidabile il loro ancoraggio alla valuta statunitense.


Una prospettiva pratica


I rappresentanti del settore delle criptovalute, tuttavia, chiedono un alleggerimento fiscale ancora più generoso. Lawrence Zlatkin, vicepresidente del dipartimento fiscale della società leader Coinbase, ha invitato il Congresso a estendere le esenzioni fiscali minori a tutte le risorse digitali senza distinzioni. Ha illustrato questo concetto con l’esempio pratico di un consumatore comune che desidera acquistare dei jeans e pagarli con Bitcoin. Secondo Zlatkin, una persona del genere non dovrebbe essere costretta ad assumere un commercialista solo per calcolare la variazione di valore della valuta dal momento dell'acquisto al pagamento effettivo in negozio. Secondo il settore, l'attuale assetto crea un onere amministrativo sproporzionato che impedisce un più ampio utilizzo dei mezzi di pagamento digitali.


Gli oppositori di un'ampia esenzione, tuttavia, rimangono intransigenti e sostengono che eventuali esenzioni dovrebbero applicarsi solo alle valute stabili ancorate al dollaro e alle commissioni di transazione di importo modesto. Temono che, se lo Stato concedesse ampie esenzioni per le criptovalute volatili, ciò comprometterebbe le condizioni di equità nel mercato finanziario e creerebbe pericolose scappatoie per eludere gli obblighi fiscali.


Il percorso incerto della legislazione


L'ultima audizione della commissione si è conclusa senza una votazione finale e il destino dei sei testi presentati rimane in sospeso. Questa riforma fiscale è anche strettamente collegata a una legislazione più ampia nota come Clarity Act, che mira a definire le regole generali per il funzionamento dell'intero mercato delle criptovalute negli Stati Uniti. Tuttavia, questa complessa legge sta attualmente affrontando una significativa pressione temporale al Senato degli Stati Uniti. Se l’approvazione di questo ampio pacchetto non potrà essere completata prima delle elezioni, il settore tecnologico cercherà di ottenere almeno successi parziali sotto forma del suddetto sgravio fiscale. Resta per ora altamente improbabile che si possa trovare un compromesso politico in un contesto così polarizzato e sotto la pressione delle elezioni imminenti.


Il presente articolo è destinato esclusivamente a scopo informativo e non costituisce una raccomandazione di investimento, una consulenza in materia di investimenti o fiscale, né un'offerta di acquisto o vendita di cripto-asset. Le informazioni fornite riflettono lo stato delle proposte legislative al momento della pubblicazione e potrebbero subire modifiche.


[1] https://finance.yahoo.com/markets/crypto/articles/crypto-tax-bills-face-pushback-214438698.html?utm_source=chatgpt.com

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