Standard Chartered prevede una crescita massiccia della tokenizzazione: il token LINK potrebbe salire a 200 dollari
Gli analisti della banca internazionale Standard Chartered hanno presentato una previsione audace che ha suscitato un ampio dibattito sul futuro della finanza digitale. Secondo il loro ultimo studio, il mercato degli asset del mondo reale tokenizzati dovrebbe raggiungere i 4.000 miliardi di dollari entro la fine del 2028. La rete Chainlink dovrebbe diventare un’infrastruttura chiave per questo massiccio spostamento di capitali; la banca prevede infatti un aumento fino a 25 volte del prezzo del suo token LINK – dagli attuali circa 8 dollari USA fino a ben 200 dollari USA entro il 2030.
Enorme potenziale per la DeFi e il ruolo della rete Chainlink
Geoff Kendrick, responsabile globale della ricerca sulle risorse digitali di Standard Chartered, basa questo obiettivo di prezzo principalmente sullo sviluppo previsto dell’intero segmento della finanza decentralizzata (DeFi), secondo un rapporto fornito a Cointelegraph. In questo settore, il volume delle attività tokenizzate e nativamente crittografiche potrebbe raggiungere i 2,7 trilioni di dollari entro la fine del 2030, il che rappresenta un aumento di circa 37 volte rispetto al livello attuale. La portata di questo spostamento di capitali richiederà una fornitura continua e sicura di dati esterni, da cui Chainlink dovrebbe trarre vantaggio, secondo Kendrick, grazie a un maggiore utilizzo della propria rete e alla conseguente crescita delle commissioni generate.
Volume di trading in crescita e predominanza tra le reti Oracle
Le aspettative sono supportate anche dai dati di mercato attuali, che mostrano un interesse in accelerazione per i prodotti tokenizzati. Secondo i dati della piattaforma di analisi CryptoRank, il volume di scambi di RWA tokenizzate sugli exchange decentralizzati ha raggiunto il record di 141 miliardi di dollari a luglio, con un aumento del 19,5% rispetto al mese precedente. Il principale motore di questa crescita è stato soprattutto rappresentato dalle azioni quotate in borsa tokenizzate.
Man mano che cresce il volume delle attività trasferite sulla blockchain, aumenta anche la domanda di elaborazione e verifica sicura dei dati. Chainlink mantiene una posizione significativamente dominante nel settore dei servizi oracolo. Secondo i dati della piattaforma DeFiLlama, il valore totale protetto da questa rete ammonta a 34,4 miliardi di dollari, mentre il secondo fornitore più grande in questo segmento, il progetto Chronicle, protegge asset per un valore di 7,36 miliardi di dollari. Chainlink protegge quindi attualmente un capitale circa 4,7 volte superiore a quello del suo concorrente più vicino.
Requisiti tecnici di mercato e fattori di rischio dello scenario ottimistico
Una più ampia adozione della tokenizzazione nell’ambiente istituzionale richiede la risoluzione di problemi tecnici più complessi. Secondo Kendrick, il mercato in crescita richiederà una trasmissione stabile dei dati esterni, una connettività senza soluzione di continuità tra diverse blockchain, la conformità agli standard normativi preservando al contempo la protezione della privacy e l’integrazione diretta con l’infrastruttura bancaria tradizionale. Kendrick sottolinea che Chainlink ha la capacità di fornire questi servizi alla scala richiesta, il che dovrebbe portare a un maggiore utilizzo della rete e a un aumento della domanda del token LINK.
Rischi potenziali
Tuttavia, l’analisi del quadro generale solleva anche alcune avvertenze specifiche. La stessa Standard Chartered definisce nel suo rapporto tre rischi principali che potrebbero minacciare l’obiettivo di prezzo dichiarato di 200 USD. Il primo è un ritmo più lento di adozione istituzionale degli asset tokenizzati da parte degli attori finanziari tradizionali. La seconda minaccia è l’intensificarsi della concorrenza e l’emergere di fornitori di oracoli specializzati. Infine, lo sviluppo previsto potrebbe anche subire un rallentamento a causa di potenziali guasti tecnici, vulnerabilità o incidenti imprevisti all’interno del protocollo stesso.
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