Tramonto dell’ottimismo istituzionale? Perché il crollo delle criptovalute di giugno potrebbe non essere soltanto una correzione tecnica
Il settore delle criptovalute si è trovato sotto la pressione combinata di diversi fattori negativi che ne hanno rivelato la vulnerabilità strutturale. Non si tratta soltanto di un normale calo dei prezzi, ma di un indebolimento più profondo della narrativa dominante. La combinazione di deflussi record dai fondi istituzionali, dello spostamento della liquidità verso gli asset tradizionali e dei dati macroeconomici provenienti dagli Stati Uniti sta nuovamente cambiando la posizione di Bitcoin. Cosa possiamo aspettarci in seguito?
La battaglia per la liquidità
Il principale motore della stabilità del prezzo di Bitcoin fino a oggi è stato il costante afflusso di capitale istituzionale attraverso prodotti regolamentati. Secondo i dati di CNBC, tuttavia, gli ETF spot su Bitcoin hanno attraversato un periodo critico, affrontando deflussi netti di capitale per 13 giorni di negoziazione consecutivi. Questo massiccio disinteresse delle istituzioni ha portato a un calo del volume totale degli asset in gestione in questi fondi dagli originari 107,8 miliardi di USD a 82,8 miliardi di USD.
Il calo dell’interesse per gli asset digitali è strettamente collegato agli sviluppi sui mercati tradizionali. Le analisi di CNBC confermano che il capitale globale si sta attualmente spostando dal settore crypto verso i grandi titoli tecnologici growth e verso il rinvigorito mercato delle offerte pubbliche iniziali (IPO). I mercati tradizionali stanno quindi vincendo con successo la battaglia per la liquidità disponibile. Come ha sottolineato Yahoo Finance, questo sviluppo danneggia significativamente l’immagine di Bitcoin come asset «safe haven». In un contesto di crescente concorrenza da parte degli indici azionari regolamentati, per i gestori di fondi diventa sempre più difficile giustificare il mantenimento di posizioni crypto altamente volatili.
Una prova di fiducia
Alle pressioni macroeconomiche si è aggiunto anche un inatteso indebolimento della fiducia all’interno dello stesso settore crypto. Strategy, percepita come simbolo del modello di accumulazione intransigente di Bitcoin, ha venduto 32 BTC per un valore di circa 2,5 milioni di USD al fine di adempiere agli obblighi connessi ai dividendi delle azioni privilegiate. Sebbene si sia trattato di un volume ridotto, è stata soltanto la seconda vendita nella storia della società, che ha seriamente compromesso il dogma «compra e non vendere mai».
Un’analisi di Bloomberg conferma inoltre che questo indebolimento si è rapidamente trasformato in un problema diffuso a livello settoriale e ha colpito Ethereum, le memecoin e gli stessi miner. Il segmento del mining di criptovalute sta attualmente affrontando un trimestre cupo in termini di redditività, nonostante un contesto politico più favorevole negli Stati Uniti. La realtà economica degli elevati costi energetici e delle ricompense decrescenti per i blocchi minati pesa infatti sui margini aziendali molto più duramente dei fattori legislativi, approfondendo ulteriormente lo scetticismo degli investitori sulla sostenibilità dell’intero settore.
NFP
Infine, il percorso degli asset digitali è attualmente reso più difficile soprattutto dalla situazione macroeconomica degli Stati Uniti. Le aspettative di una rapida riduzione dei tassi di interesse sono state definitivamente raffreddate dal rapporto NFP di maggio sul mercato del lavoro statunitense. Secondo le statistiche ufficiali, l’economia ha creato ben 172.000 posti di lavoro, superando nettamente le aspettative del mercato fissate a 93.000, mentre la disoccupazione è rimasta al 4,3 %. Bloomberg ha dichiarato che i dati sorprendentemente solidi forniscono alla Federal Reserve un margine sufficiente per mantenere una politica monetaria relativamente restrittiva e tassi di interesse più elevati per un periodo più lungo.
Una nuova realtà di mercato
Per il settore crypto, direttamente dipendente dall’afflusso di denaro a basso costo, condizioni finanziarie rigide comportano una significativa limitazione dei flussi di capitale. In conclusione, si può quindi affermare che la combinazione di 4 pressioni fondamentali, i deflussi dagli ETF, la concorrenza del mercato azionario, l’indebolimento della fiducia interna e la posizione rigida della Fed, colloca gli asset digitali in un contesto di mercato nel quale le criptovalute stanno per ora perdendo.
Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo e non costituisce consulenza in materia di investimenti, analisi finanziaria né una raccomandazione di acquisto o vendita di criptovalute o altri asset. Investire in cryptoasset comporta un elevato rischio di perdita del capitale.
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